21 atomi di carbonio (C),
30 di idrogeno (H),
5 di ossigeno (O).
Ormone che prepara il corpo a reagire allo stress.
Prodotto dalle ghiandole surrenali, interviene in numerose funzioni: metabolismo degli zuccheri, pressione sanguigna, risposta immunitaria, infiammazione, energia, attenzione e ritmo sonno-veglia.
Viene spesso definito “ormone dello stress”, ma non è un nemico: serve a renderci pronti, vigili, reattivi. Al mattino è normalmente più alto, perché aiuta il corpo a svegliarsi e ad affrontare la giornata. Durante la sera dovrebbe diminuire, lasciando spazio al riposo.
Un aumento temporaneo del cortisolo può essere utile: ci rende più concentrati, più rapidi, più capaci di affrontare una difficoltà. Il problema nasce quando resta alto troppo a lungo. In quel caso il corpo non distingue più tra emergenza reale e allarme continuo.
I social network parlano al cortisolo.
Non solo alla dopamina, cioè al desiderio della ricompensa, ma anche al sistema dello stress. Ogni notifica, ogni messaggio non letto, ogni commento ostile, ogni notizia urgente, ogni confronto con la vita degli altri può diventare una piccola attivazione d’allarme. Il cervello controlla, verifica, aspetta, teme di perdere qualcosa. Non succede quasi mai nulla di davvero pericoloso, ma il corpo viene comunque chiamato a reagire. Il feed infinito mantiene l’attenzione in uno stato di sorveglianza. La dopamina promette: “forse troverai qualcosa”. Il cortisolo sussurra: “forse ti stai perdendo qualcosa”.